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OMOTRANSFOBIA: APPROVATA UNA LEGGE DI SERIE C. A FRONTE DI QUALCHE TUTELA OSTACOLA PREVENZIONE A SCUOLA E SOSTIENE LA DISCRIMINAZIONE

La legge contro l’omotransfobia, appena approvata dalla Camera dei Deputati, e che ricordiamo dovrá affrontare un ancora più insidioso percorso al Senato, dove lavoreremo al fine che sia migliorata. Questo testo però, conferma un trattamento differenziato per le persone lesbiche, gay, bisex e trans (LGBT+) rispetto ad altre discriminazioni. Nella prima parte infatti, che riguarda l’aspetto penale, è totalmente assente il riferimento alla propaganda di odio, presente invece per il razzismo. Oltre questo l’articolo 3, inserito appositamente per le persone LGBT+, conferma la considerazione di un’inferioritá di trattamento, che consente di dire ad esempio che siamo malati o inferiori. Inoltre, con gli emendamenti presentati, la maggioranza ha dimostrato che l’art.3 è un pericolo. A nulla sono servite le contestazioni all’articolo, che permane ben presente nel testo della legge e che non possiamo che ripudiare. Accettare che le persone LGBT serva una specifica del genere, che parla di convincimenti e opinioni, è uno schiaffo morale a tutti quei ragazzini che nelle scuole vengono chiamati malati e inferiori, magari ‘opinione’ del docente, oltre che una chiusura della politica a decenni di movimento e lotte, per cui la stessa classe politica si troverá a fare i conti con la propria coscienza e il proprio elettorato, sempre più distante dai partiti classici tradizionali.
Un ulteriore passo indietro che poi ha toccato anche l’articolo 6. L’articolo che riguarda la giornata contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e transfobia, dietro l’utilizzo di termini inclusivi, prevede, in pieno stile politicante, un tranello. È infatti introdotto un principio molto pericoloso, consentendo alle scuole di parlare di discriminazione LGBT+ solo se preventivamente l’Istituto ha introdotto il tema nel piano formativo triennale, con relativa firma del patto educativo da parte dei genitori, a inizio anno scolastico. Chi agisce nel contesto scolastico sa benissimo che è un empasse burocratico voluto appositamente. Se in una scuola accadrá un episodio di omofobia, per parlarne con gli studenti dovrá essere verificato se è incluso nel piano triennale. Altrimenti aspetteremo fuori dalla scuola l’approvazione di un’ipotetica e irrealistica rimodulazione del piano, mentre chi è discriminato rimarrá in balia di bulli e episodi discriminatori.
La legge contro l’omotransfobia dovrebbe aiutare a prevenire e contrastare le discriminazioni, mentre questa legge, seppur introduce degli elementi di contrasto e di sostegno da noi richiesti come l’introduzione di centri antiviolenza e case famiglia, con questi due articoli invece di fatto legittima le offese ed ostacola la prevenzione nelle scuole.

Fabrizio Marrazzo, Portavoce Gay Center

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