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REVENGE PORN: LA VITTIMA UMILIATA ED ANCHE LICENZIATA!

Ennesimo caso di Revenge Porn; tra i danni, anche un ingiusto licenziamento!
A Brescia una donna ha trovato il coraggio di denunciare la diffusione non autorizzata di alcuni video privati, intimi e personali; cercava supporto nelle forze dell’ordine, aveva fiducia in loro sperando che la nuova legge sul “Revenge Porn” potesse risolverle o quanto meno diminuire questo genere di traumi, ma così non è stato: la polizia ha DIFFUSO tra le sue chat i filmati della Donna, che sono arrivati anche al suo datore di lavoro, il quale l’ha prontamente licenziata!

UN FATTO GRAVISSIMO: glli autori vanno puniti senza se e senza ma!
Questo dimostra che:

1: La legge in questione NON FUNZIONA, perchè punisce il diffusore di tali video solo se si appura la sua intenzione di voler arrecare un danno, mentre la diffusione dovrebbe essere bloccata sul nascere!

2: L’OSCAD (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori) deve necessariamente essere rinforzato per sensibilizzare ulteriormente le forze dell’ordine, perchè questo è solo un atto!

Faccio appello alla Ministra Lamorgese perchè intervenga, in quanto la formazione è lo strumento migliore per contrastare l’ignoranza

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