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FASE 2 : MINISTERO INTERNI CONFUSIONE E DISCRIMINAZIONE

Abbiamo appena analizzato la circolare del Ministero degli Interni pubblicata alle 12:35.

Il modello di autocertificazione e la FAQ del  Governo risultano purtroppo molto confusionari, discriminatori e lesivi della privacy. Nella Circolare del Ministero degli Interni, rivolta alle Forze dell’Ordine, si fa riferimento per definire affetto stabile al solo “partner”, mentre se andiamo a vedere il modello di autocertificazione sempre sul sito del Ministero non è prevista la visita ai congiunti.

Ad ogni modo il modello chiede di dichiarare l’indirizzo dove è previsto di recarsi. Quindi in caso l’indirizzo sia riferito ad un partner dello stesso sesso, si configura una violazione dei dati sensibili tutelati dalla privacy, perché una persona di fatto autocertifica di essere lesbica o gay alle forze dell’ordine.

Purtroppo, oltre una palese violazione della privacy, si configura anche una discriminazione per tutte le persone, tra cui molte della nostra comunità LGBT (lesbica, gay, bisex e trans) che non hanno più legami parentali. Ad esempio una ragazza lesbica vittima di omofobia e violenza da parte della famiglia, dalla quale si è allontanata, dopo 2 mesi di isolamento non potrà visitare nessuno? Mentre altre persone possono vedere invece parenti ed affini? Inoltre se la ragazza presa ad esempio ha una fidanzata sarà costretta fare coming out con le forze dell’ordine e dire l’indirizzo della propria ragazza? Se il Governo vuole limitare gli spostamenti deve dare, ad esempio, un limite di spostamenti uguale per tutti e non creare discriminazioni. Altrimenti si rischia che molti seguano la strada della disobbedienza civile

Fabrizio Marrazzo Portavoce Gay Center

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