(ANSA) – ROMA, 03 MAR – «Come Partito Gay Lgbt+ ci costituiremo parte civile nel procedimento, affiancando il proprio attivista, con gli avvocati Stefano Iadarola e Marina Zela fondatrice di Partito Gay Lgbt+, al fine di tutelare non solo la vittima ma anche l’intera comunità Lgbt+ colpita da un atto discriminatorio». Così Fabrizio Marrazzo Portavoce Partito Gay Lgbt+, Solidale, Ambientalista e Liberale in merito al fermo dei tre minorenni «romani di 17 anni ritenuti tra i responsabili dell’aggressione omofoba ai danni di Alessandro Ansaldo».
«Come Partito Gay Lgbt+ – afferma Marrazzo – esprimiamo soddisfazione per il primo sviluppo giudiziario della vicenda e per l’azione delle forze dell’ordine. Restiamo comunque in attesa degli sviluppi e della individuazione degli altri aggressori. Alessandro Ansaldo, 25 anni, già attivista del Partito nel 2021, ha riportato un trauma cranico-facciale, la frattura del naso e contusioni alle costole a seguito del pestaggio avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 settembre scorso a Roma, accompagnato da insulti a sfondo omofobico da circa dieci ragazzi». «Ribadiamo – conclude – la necessità che il Parlamento approvi una legge che miri al contrasto all’omotransfobia e nella prevenzione dei reati motivati dall’odio». (ANSA).