I nuovi dati ISTAT sulla violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta mostrano quanto sia urgente intervenire prima. Il 15,3% delle donne italiane ha subito violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. Il referendum “Sì educazione affettiva nelle scuole” ha già superato le 500 mila firme, ma la raccolta continua.
Quasi 3 milioni di donne italiane tra i 16 e i 75 anni hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni.
È uno dei dati più significativi dell’indagine pubblicata dall’ISTAT il 16 settembre 2026 sulla violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta.
Il dato equivale al 15,3% delle donne italiane, circa una donna su sei.
Ancora più grave il dato relativo alle violenze sessuali: l’8,2% delle donne italiane, poco meno di 1 milione e 650 mila persone, dichiara di aver subito almeno una violenza sessuale prima dei 16 anni.
Secondo ISTAT, questi episodi avvengono soprattutto da parte di persone conosciute o in ambito familiare. Parenti, amici e amici di famiglia costituiscono infatti la maggior parte degli autori delle violenze sessuali rilevate. Più del 58% delle vittime, da bambina, non aveva parlato con nessuno di quanto subito.
La violenza non nasce all’improvviso
I dati raccontano un fenomeno che comincia molto prima dell’età adulta.
L’indagine ISTAT evidenzia inoltre uno stretto legame tra le violenze fisiche e sessuali subite durante l’infanzia e quelle vissute successivamente da adulte.
Per il Comitato promotore del referendum “Sì educazione affettiva nelle scuole”, questi numeri confermano quanto sia necessario investire nella prevenzione fin da giovani.
La scuola deve poter offrire a ragazze e ragazzi, con strumenti e contenuti adeguati all’età, la possibilità di comprendere che cosa siano il consenso, il rispetto dei propri confini e di quelli degli altri, le relazioni sane e la capacità di riconoscere comportamenti violenti o abusivi.
Non possiamo parlare di prevenzione soltanto dopo che una violenza è già avvenuta.
Oltre 500 mila firme, ma non dobbiamo fermarci
Il referendum “Sì educazione affettiva nelle scuole” ha già superato le 500 mila sottoscrizioni online e cartacee, ma la raccolta firme è ancora aperta.
Superare la soglia delle 500 mila firme non significa che la mobilitazione debba fermarsi.
Ogni firma in più aumenta il peso della richiesta che arriva dai cittadini e rende ancora più evidente quanto il tema dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole sia sentito nel Paese.
Per questo chiediamo a chi ha già firmato di aiutare la raccolta in questi ultimi giorni, condividendo il referendum e invitando altre persone a sottoscriverlo.
Un appello anche ai media
Ogni giorno televisioni, giornali e siti di informazione raccontano femminicidi, violenze e abusi.
È indispensabile raccontare ciò che accade. Ma insieme alla cronaca dei problemi è altrettanto importante dare spazio anche al dibattito sulla prevenzione e alle iniziative concrete che stanno coinvolgendo centinaia di migliaia di cittadini.
Esiste un referendum sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Ha già raccolto oltre mezzo milione di firme e la raccolta è ancora aperta. Anche questa è una notizia.
Chiediamo quindi ai telegiornali, alle redazioni e ai mezzi di informazione di raccontare non soltanto le conseguenze della violenza, ma anche le proposte e le iniziative che cercano di affrontarla attraverso la prevenzione.
Continua a firmare e a far firmare
I dati ISTAT ci ricordano che quasi 3 milioni di donne italiane hanno conosciuto la violenza prima ancora di compiere 16 anni.
E che più della metà di chi ha subito violenza sessuale da bambina non ne aveva parlato con nessuno.
Per noi prevenire significa anche dare a ragazze e ragazzi conoscenze, parole e strumenti per capire quello che stanno vivendo, riconoscere un abuso, rispettare gli altri e chiedere aiuto.
Fabrizio Marrazzo e Marina Zela Promotori Referendum Si Educazione Affettiva nelle Scuole